
Civiltà urbana e origine dello Stato
Nella terra tra i fiumi Tigri ed Eufrate, nella Mezzaluna Fertile, si sviluppò l'agricoltura irrigua che rese possibile la nascita delle prime città.
I fiumi Tigri ed Eufrate nascono dalle montagne dell'Anatolia, nell'attuale Turchia, e percorrono migliaia di chilometri fino a sfociare nel Golfo Persico. La regione compresa tra questi corsi d'acqua, oggi appartenente all'Iraq, prende il nome di Mesopotamia (dal greco mésos, in mezzo, e potamós, fiume).
La Mesopotamia fa parte della storica Mezzaluna Fertile. In realtà è una pianura arida e sabbiosa dove non piove quasi mai: i terreni sono resi fertili dalle piene primaverili dei fiumi e con le piogge autunnali. Le acque venivano convogliate con canali, dando vita all'agricoltura irrigua.
L'agricoltura irrigua favorì la produzione di eccedenze: più cibo di quello necessario alla sussistenza. Questo rese possibile il commercio, la specializzazione in nuove professioni e infine la nascita della città. Civiltà simili, dette civiltà idrauliche, si svilupparono anche lungo il Nilo, il Fiume Giallo e l'Indo.
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I Sumeri si svilupparono in città-stato indipendenti. La città è centro del potere politico, religioso e culturale.
I Sumeri arrivarono nella Mesopotamia meridionale intorno al 5000 a.C., scesi dalle montagne che circondano la regione. Ci fu un lungo contrasto tra agricoltori e nomadi che durò vari secoli.
Non diedero mai vita a uno Stato unitario, ma a città-stato indipendenti, ciascuna delle quali dominava il territorio circostante. Uruk è considerata il primo esperimento di organizzazione sociale cittadina: la sua popolazione raggiunse i 50.000 abitanti intorno al 3500 a.C. Altre città importanti: Ur, Eridu, Lagash e Nippur.
La nascita della città è accompagnata dalla formazione della civiltà urbana: centri organizzati secondo la divisione del lavoro — artigiani, medici, mercanti specializzati. La nascita dello Stato si definisce con tre elementi: popolazione, territorio definito e autorità centralizzata.


Il tempio assunse la forma della ziqqurat, centro religioso della città. Il potere del sovrano derivava dal dio.
Inizialmente la società era guidata da un re-sacerdote, ma ben presto il potere politico si distinse da quello religioso. Il sovrano, un lugal ("uomo grande"), viveva nel palazzo reale da dove gestiva le attività burocratiche. Il potere del sovrano derivava dal dio che lo proteggeva.
Il tempio era il centro della vita religiosa: originariamente una piattaforma di mattoni con la "casa" del dio, poi una ziqqurat — una piramide a gradoni che collegava simbolicamente la terra al cielo. Il tempio era anche proprietario della terra coltivabile: i sacerdoti accumulavano beni e tenevano la contabilità.
In Mesopotamia nasce la burocrazia: un sistema in cui gli ordini scendono dall'alto e le relazioni salgono dal basso. Le divinità principali erano An (volta celeste), Enlil (aria), Enki (profondità della terra) e Inanna (amore e guerra). I sacerdoti praticavano la divinazione: interpretavano le viscere degli animali, il volo degli uccelli e gli astri.



La società si distingueva fra schiavi e liberi; la maggior parte produceva i beni necessari.
La società mesopotamica era divisa in classi con una netta distinzione tra schiavi e uomini liberi. Le leggi riconoscevano queste differenze: commettere un reato ai danni di un uomo di condizione superiore era più grave.
Al vertice stava il sovrano, seguito da sacerdoti e nobili — una piccola categoria che si tramandava potere e prestigio di padre in figlio. Poi funzionari e militari, che amministravano l'economia e proteggevano lo Stato. La gran parte della popolazione svolgeva lavori manuali, come "servi del re" o "servi del dio". Infine gli schiavi: prigionieri di guerra, condannati per reati o debitori insolventi.


La scrittura nasce dai funzionari addetti al controllo dei magazzini. Dal pittogramma si arriva ai segni fonetici e alla scrittura cuneiforme.
Come dice lo storico americano Samuel Noah Kramer, "la storia comincia a Sumer". L'invenzione della scrittura, intorno al 3000 a.C., è legata al controllo dei magazzini: i funzionari del tempio e del palazzo reale dovevano tenere conto dei prodotti che entravano e uscivano.
Su tavolette d'argilla molli, con un bastoncino, tracciavano pittogrammi — disegni che rappresentavano un prodotto. Accanto si facevano segni per i numeri: tanti segni, tanti sacchi di grano. Le tavolette venivano accumulate su scaffali, formando un archivio per la contabilità.
L'evoluzione portò dai pittogrammi agli ideogrammi, poi ai segni fonetici e infine alla scrittura cuneiforme. Il sigillo cilindrico era un piccolo gioiello in pietra dura che imprimeva un'impronta riconoscibile sulle tavolette: il segno distintivo dei funzionari. Gli scribi, di umili origini ma rispettati, si formavano con lunghi anni di studio.



L'agricoltura irrigua fu il motore di tutto: le eccedenze favorirono il commercio e la specializzazione. La ruota, inizialmente usata come tornio per il vasaio, divenne poi mezzo di trasporto — lo Stendardo di Ur testimonia l'uso del carro da guerra. La matematica in base 60 ci ha lasciato i 360° e i 60 minuti. La ceramica e la metallurgia permisero strumenti sempre più evoluti.

Anche la letteratura esprime il rapporto dei Sumeri con la dimensione ultraterrena. L'Epopea di Gilgamesh, risalente al III millennio a.C., è considerata il primo poema epico della storia. Il protagonista, Gilgamesh, è il leggendario re della città di Uruk.
Nelle sue varie imprese, Gilgamesh sperimenta il dolore e la sofferenza, e affronta la ricerca dell'immortalità. Il messaggio finale è profondamente umano: l'immortalità non si raggiunge sfidando la morte, ma attraverso le proprie opere e la memoria che lasciamo.


“Colui che ha visto ogni cosa fino ai confini della terra,
”
colui che ha conosciuto tutto e tutto ha compreso,
ha scrutato insieme i segreti, ha dischiuso la sapienza occulta.
Ha portato notizie del tempo prima del Diluvio.
Dopo la metà del IV millennio a.C. i Sumeri dettero vita a una civiltà estremamente vivace che durò circa tre millenni, nonostante l'arrivo di Accadi e Babilonesi. Dal 3500 a.C. al 550 a.C. (conquista persiana) la Mesopotamia conservò sempre la stessa identità di fondo.
Oggi il territorio è occupato dall'Iraq, la Siria, Israele e i territori palestinesi — proprio le terre abitate prima dai Sumeri, poi da Accadi, Assiri e Babilonesi. L'eredità sumera vive ancora: ogni volta che guardiamo l'orologio (60 minuti, 60 secondi) o misuriamo un angolo (360°), usiamo il sistema sessagesimale sumero. A loro dobbiamo il concetto stesso di Stato e l'invenzione della scrittura.
